Consumi

 

Riscaldamento, rinnovabili e cogenerazione: in Italia la rivoluzione sta solo iniziando

Redazione Qualenergia.it

In Italia ci sempre più impianti a rinnovabili, ad alta efficienza e teleriscaldamento. Questo processo intacca però ancora pochissimo i consumi di gas, mostrano i dati di REF-E. Il cambiamento accelererà nei prossimi anni, con un ruolo crescente di teleriscaldamento e cogenerazione, che si integreranno con la smart-grid elettrica fornendo più flessibilità.

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Il modo in cui si produce e si consuma calore in Italia sta cambiando, con una crescita di rinnovabili, teleriscaldamento e caldaie efficienti, ma tutto ciò ha ancora impatti relativamente limitati sui consumi di gas.

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In leggero aumento il PUN della settimana dal 6 al 12 aprile: 46,51 €/MWh

Secondo il dato GME il prezzo medio di acquisto dell’energia nella Borsa elettrica (Prezzo unico nazionale) è stato di 46,51 €/MWh, con un incremento del 3,3% rispetto alla settimana precedente (+1,49 €/MWh).

Nella settimana n. 15 del 2015, da lunedì 6 a domenica 12 aprile, il prezzo medio di acquisto dell’energia nella Borsa elettrica (Prezzo unico nazionale – PUN), con un aumento di 1,49 €/MWh rispetto alla settimana precedente, si è portato a 46,51 €/MWh, con un incremento del 3,3%. Questo il dato fornito dal GME (Gestore dei mercati energetici) nel consueto aggiornamento settimanale.

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A marzo eclissi e maltempo riducono di un po’ la produzione da fotovoltaico

Redazione Qualenergia.it

Secondo i dati Terna la domanda elettrica in Italia a marzo 2015 è in leggero aumento rispetto ad un anno fa. Spicca l’anomalo dato del FV che, rispetto al marzo 2014, cala di 44 GWh, poco meno della produzione solare di un tipico giorno di marzo. Colpa dello spegnimento di alcuni impianti, causa eclissi, per circa sette ore lo scorso 20 marzo?

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Nel mese di marzo 2015 Terna, nel suo report mensile (pdf), registra una domanda di energia elettrica in Italia in leggero aumento (+1,1%) rispetto a quella del marzo 2014. Tuttavia questa variazione della domanda “rettificata” è nulla se consideriamo che a marzo si è avuto un giorno lavorativo in più e una temperatura media di circa un grado inferiore.

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